05/04/2011
Domenica 3 aprile due gruppi di cittadini, l’uno calabrese di Roccella Jonica (RC) e l’altro trentino di Arco (TR), si sono dati appuntamento nei locali del suggestivo Santuario di Maria Ss.ma Addolorata di Castelpetroso (IS) al cospetto di Sua Eccellenza mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo della Diocesi Campobasso-Boiano. L’incontro è stato inquadrato sia come pellegrinaggio religioso in questo famoso luogo di culto mariano, sia come occasione per le due delegazioni di salutare insieme l’illustre prelato. Per i trentini, infatti, è un loro illustre corregionale e per i calabresi è stato loro vescovo nella Diocesi di Locri-Gerace dal 1994 al 2008. Arco, inoltre, è gemellata con Roccella Jonica dal 2007 e questo gemellaggio è stato fortemente voluto da mons. Bregantini per unire un centro del profondo Nord con un centro del profondo Sud in un patto di amicizia e fratellanza fondata sulla consapevolezza di essere sì depositari di un proprio dialetto, di propri usi, costumi e tradizioni diverse, ma anche di appartenere da 150 anni ad un unica nazione con una storia, una lingua e una cultura comune. Durante l’incontro l’illustre presule ci ha parlato del fattore R, cioè Reciprocità, e per farcela intendere ha riportato una metafora molto significativa: quella dei tulipani rossi e dei tulipani gialli, la cui bellezza non dipende dal colore. Tutti e due sono gradevoli allo stesso modo, il fascino del loro stare insieme dipende dal fatto che si esaltano a vicenda: il rosso valorizza il giallo e viceversa. Fuor di metafora, il Nord Italia ha bisogno del Sud come le regioni meridionali hanno bisogno di quelle settentrionali per compensarsi reciprocamente. Purtroppo, proprio nell’anno in cui si celebra il 150° Anniversario dell’Unità nazionale, in Italia sono presenti talune forze politiche che, anziché continuare l’opera di unificazione del nostro Paese dal punto di vista economico, sociale e culturale, lavorano per la secessione. Quindi, l’azione di Bregantini assume un enorme significato di portata, oserei dire, nazionale e s’inquadra in quel grande evento storico che è stato per noi Italiani il Risorgimento, per il quale hanno lottato e offerto generosamente la loro vita centinaia e centinaia di patrioti del Nord, del Centro e del Sud. L’incontro di Arco e di Roccella con monsignor Bregantini, avvenuto nel Molise, definito dall’Arcivescovo “regione cuscinetto” per questo evento, è stato di grande valore sotto tutti i punti di vista: umano perché Lui è una persona straordinaria, capace di far sorridere e consolare anche il più derelitto di questo mondo; religioso perché ha rinverdito ulteriormente, attraverso la Santa Messa e le preghiere da tutti recitate, il profondo senso del mistero divino; culturale perché accogliendoci in quella stupenda terra del Molise ci ha dato modo di scoprire la bellezza della natura di questa regione così ricca e generosa, che si estende dalla montagna al mare, con tante sue tradizioni.
LODE ETERNA A TE ! Ci fu chi influenzò il nostro Risorgimento, propugnando idee nuove, liberali eppur, gestendo con successo il grande evento. Chi fu? Proprio lui, Camillo, conte di Cavour. Ci fu il grande pensatore repubblicano, passava le notti, insonne e tormentato, finché non vide unito il suolo italiano. Chi fu? Proprio lui, Mazzini, da noi studiato. Ci fu il grande condottiero e generale in giro per l’Italia, con oltre mille suoi ‘ribaldi’ per costruire un sogno, intero lo stivale. Chi fu? Proprio lui, Giuseppe Garibaldi. Ci fu il re galantuomo, così nominato, Padre della Patria anche detto, che la divina Provvidenza ci ha mandato. Fu proprio lui, Vittorio Emanuele con rispetto. E ci fu e c’è un prelato, che col suo intervento, la profonda intelligenza e su consigli divini, nel rispetto degl’ideali del nostro Risorgimento, ha unito di Arco e di Roccella i loro destini. Sia lode eterna a Te, arcivescovo Bregantini! Giuseppe Guarneri Campobasso, 3 aprile 2011